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Freestroke

FBT Drum school di Alessandro Casci

Corso di specializzazione POP con Agostino Marangolo

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Lezioni singole e collettive della durata di 3 ore.

Lezione di verifica ( con Alessandro Casci ) di 2 ore.

Registrazioni Audio/Video delle lezioni.

Video

La Didattica di Agostino Marangolo

Se è vero che esistono vari modi di concepire la batteria, è altresì vero che quello di Agostino Marangolo suscita sempre nell'ascoltatore un moto di entusiasmo, per le particolari caratteristiche di pulizia sonora, di solidità e rigore ritmico.
Allorchè Agostino interpreta un brano, tali peculiarità si mescolano e danno come risultato una marcata sensazione di comprensibilità. Non è un caso quindi che, già a partire dagli anni '70, quando cioè Agostino si affaccia nel mondo professionistico musicale, la critica si accorga di lui, e definisca il suo modo di suonare con un termine forte: "rivoluzionario".
La cosa che sorprende di più è il vedere che, lezione dopo lezione, Marangolo sviluppa questi temi, proponendo studi sempre nuovi e stimolanti; è per questo che mi sento di definirla una didattica "in movimento", mai statica.
Vediamo di entrare un po' nel dettaglio di tale linguaggio. La costante di Agostino rimane quella di proporre un sound che arrivi a tutti, anche all'ascoltatore che si definisce "profano" in campo musicale. Per ottenere questo effetto bisogna saper bilanciare sapientemente i fattori sopra elencati.
Per esempio, in termini di pulizia del sound, il maestro ti spiega che se un rullo lo esegui vicino ai bordi del rullante, piuttosto che esattamente al centro della pelle, provocherai un effetto differente; oppure se percuoti i timpani, hai bisogno di imprimere più forza nel
singolo colpo per ricavarne un suono di volume eguale a quello di un altro pezzo del drumset, per via della differente tensione delle membrane.
Più in generale, che, nello spazio che ti è concesso, devi saper costruire un discorso, con un inizio, uno sviluppo, ed una fine. Ciò non vale solo nel momento dell'assolo del batterista, in cui la dimensione temporale può essere dilatata a piacere, ma anche nei tempi ristrettifferti dalla musica leggera; anche in un singolo lancio, per
quanto breve esso possa essere, tale "geometria" dev'essere verificabile. E' chiaro allora che più lo spazio è poco, più risulta difficile saper suonare qualcosa dal senso compiuto.
Le lezioni di Agostino Marangolo aiutano l'alunno nella ricerca di una personale espressività, divulgando quelle nozioni che lo rendono capace di interpretare le parti, e rivestirle di senso per colui che sta ascoltando, per il soggetto ricevente.
Il concetto di velocità non è predominante in tutto ciò. Non basta, in altre parole, una padronanza esclusivamente tecnica dello strumento, ma bisogna anche saper coordinare la velocità con il gusto, fermo restando che è quest'ultimo che determina le scelte, e non
viceversa. Per esempio, è opinabile che in una ballata dal ritmo lento il batterista debba per forza inserire uno stacco di biscrome. Non sembri tuttavia che l'aspetto della velocità sia lasciato in secondo piano: uno dei concetti ricorrenti nella didattica di Agostino
Marangolo è quello della progressione; si parte con lo studio dei quarti, si raddoppia con gli ottavi, per poi arrivare ai sedicesimi, alle terzine di sedicesimi ed infine, ai trentaduesimi.
Anche nell' assolo, il batterista deve seguire questo moto ascendente.
Partendo infatti lentamente, chi ascolta viene progressivamente coinvolto nel tessuto ritmico, che si andrà via via a complicare fino alla catarsi finale che di norma si ottiene con la messa in pratica di difficili studi sui trentaduesimi.
Si badi bene che quello appena descritto è un processo generalmente univoco, nel senso che non è consigliabile compiere il percorso inverso. Spesso è l'esperienza del maestro a dettare queste regole, ma visto che la fantasia ed il gusto non sono caratteristiche costringibili in rigidi schemi, si possono trovare mille combinazioni per riuscire a
esprimersi, mosando sempre, al tempo stesso, una personale consapevolezza ritmica.
AGGIUNTA (al tavolo di Via del Pratello):
Tornando a quanto detto all'inizio, risulta in definitiva sorprendente la capacità di Marangolo di saper lavorare, sia nella didattica che in studio di registrazione, pensando al buon esito del prodotto finito.Ciò comporta talvolta il sacrificio di quelle che potremmo definire "ambizioni personali", a favore di una lungimirante veduta d'insieme. Ecco forse il più prezioso dei suoi segreti per saper lavorare bene in equipe!

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